Acqua, turni, luci, cancello e motori della vostra pista da un posto solo. Senza andare lì.
Una pista è fatta di cose lontane fra loro: le valvole in fondo al rettilineo, la pompa nel casotto, le luci del piazzale, il cancello, il gruppo elettrogeno. Ogni volta che serve aprire, accendere o controllare qualcosa, qualcuno prende la macchina e va lì.
Quella che in casa si chiama domotica, in pista è più semplice: aprire una valvola, accendere le luci, segnalare un turno, sapere se una pompa è rimasta accesa. Dal telefono, o da un pannello in segreteria. Senza andare lì.
Lo facciamo sulla nostra pista, il Wafna MotoPark, tutte le settimane. Chi vi propone l'impianto è la stessa persona che ci bagna la pista.
Ogni pezzo funziona da solo. Accanto a ognuno c'è scritto se è disponibile oggi, se si progetta sul vostro impianto o se è in arrivo.
Sabato sera. Si apre il telefono. Si bagnano le zone in sequenza, dal tornante al rettilineo, guardando la pressione mentre la pompa lavora. Si chiude tutto, e si vede che è chiuso davvero.
Domenica alle sei e mezza si accendono le luci del piazzale da casa e si apre il cancello a chi monta il gazebo. Alle sette la pista è bagnata dove doveva esserlo, e il semaforo è pronto per il primo turno.
Nessuno è andato lì la sera prima.
Le centraline da giardino sono fatte per i prati: poche zone, portate basse, un programma fisso. Le prese smart sono fatte per una lampada in salotto. Una pista ha zone enormi, pompe da proteggere, quadri all'aperto e si bagna quando si corre, non a calendario. I nostri controllori stanno in quadri da esterno per anni e, quando torna la corrente, ripartono con le zone chiuse.